Una provetta di sangue che, superando campi e ingorghi, arriva in laboratorio in 25 minuti: ciò che solo pochi anni fa sembrava fantascienza è ormai una realtà quotidiana in alcune strutture ospedaliere tedesche. I droni non trasportano più i campioni di laboratorio solo a titolo sperimentale, ma seguono percorsi fissi.
Per noi, in qualità di fornitori di software per la pianificazione dei percorsi, si tratta di un settore molto interessante. Il tempo che intercorre tra il prelievo del campione e l’analisi è un fattore determinante per la qualità dei risultati. Ed è proprio questo lasso di tempo che i nostri clienti pianificano ogni giorno. In questo articolo illustriamo lo stato attuale del trasporto con i droni, quali sono gli aspetti fondamentali relativi al campione e su quali aspetti stiamo conducendo noi stessi ricerche.
Ma perché proprio i droni?
Il servizio di corriere tradizionale sta raggiungendo i propri limiti: strade intasate, lunghi tragitti nelle zone rurali e carenza di autisti. Inoltre, gli ospedali sono sottoposti a pressioni in termini di costi e personale e stanno raggruppando i propri laboratori in sedi centrali. Di conseguenza, i tragitti per il trasporto dei campioni si allungano, ma le fasce orarie a disposizione rimangono invariate.
È proprio qui che i droni danno il meglio di sé:
- Velocità: si viaggia in linea d’aria e non si incontrano ingorghi. Con Helios, il tragitto di 32 chilometri da Breisach a Müllheim dura circa 25 minuti.
- Pianificabilità: i trasporti possono essere organizzati in base alle esigenze, anziché limitarsi a orari di ritiro fissi.
- Sostenibilità: i droni elettrici sostituiscono i singoli spostamenti in auto e alleggeriscono il traffico stradale.
- Assistenza sul territorio: sono soprattutto le strutture più piccole, prive di un proprio laboratorio, a trarre vantaggio da risultati più rapidi.
Dal progetto pilota alla quotidianità.
Per anni ci si è limitati a voli di prova sovvenzionati. Nel frattempo, le prime rotte sono ormai operative con regolarità:
- Zollernalb-Klinikum (Albstadt – Balingen): L’Ufficio federale della navigazione aerea ha autorizzato per la prima volta voli automatici su aree abitate. Il controllo è affidato a un pilota a Berlino.
- Cliniche Asklepios (Selent – Bad Oldesloe): I campioni vengono spediti ogni giorno. L’auto circola solo in caso di vento forte.
- Helios Kliniken (Breisach – Müllheim): percorso di 32 chilometri, carico massimo di 3 kg, velocità di circa 75 km/h.
- Klinikum Ingolstadt: sono previsti voli regolari tra le cliniche a partire dalla metà del 2026.
Il quadro generale rimane comunque sobrio. Secondo il centro di sperimentazione del DLR, l’impiego dei droni nel settore sanitario non è ancora diventato una pratica consolidata. Tuttavia, nel trasporto di campioni stanno emergendo i primi modelli economicamente sostenibili.
Cosa serve per le prove in viaggio.
Alla fine conta solo una cosa: il campione deve arrivare in laboratorio esattamente come è stato prelevato. Per il volo valgono quindi le stesse regole preanalitiche applicate a terra, solo in condizioni diverse.
- Imballaggio: i campioni diagnostici sono classificati come “materiale biologico, categoria B” (UN 3373). Vengono trasportati nel triplo imballaggio prescritto secondo la norma P650 – nel drone, solitamente, in una scatola di trasporto ulteriormente rinforzata.
- Temperatura: molti parametri richiedono solo la temperatura ambiente. Le scatole isolate e i registratori di temperatura dimostrano che la catena del freddo rimane intatta anche all’aria aperta.
- Urti: le vibrazioni e gli atterraggi bruschi possono favorire, ad esempio, l’emolisi. Gli studi condotti finora non rilevano differenze significative rispetto al trasporto su strada, a condizione che l’imballaggio sia adeguato.
- Tracciabilità: il prelievo, la consegna e il trasferimento vengono registrati digitalmente. In questo modo, ogni campione rimane perfettamente tracciabile.
Quali sono ancora i punti critici.
La tecnologia è più avanzata delle condizioni quadro. Tre fattori ne frenano l'adozione su larga scala:
- Autorizzazione: I voli fuori campo visivo e sopra zone residenziali richiedono un’autorizzazione operativa dell’Ufficio federale dell’aviazione civile, che comporta una complessa valutazione dei rischi. I responsabili del progetto parlano apertamente di un enorme onere burocratico.
- Meteo: Basta un vento più che leggero o un po’ di pioggia per impedire il volo. È quindi obbligatorio disporre di un piano di riserva a terra.
- Connessione: A un'altitudine compresa tra i 50 e gli 80 metri, i droni passano spesso da una cella di rete mobile all'altra. Ciò può rendere la connessione instabile – un punto critico per un funzionamento affidabile.
Collaboriamo alla ricerca con: SIDDA e AI4Drone.
È proprio su questi aspetti che si concentrano due progetti di ricerca della Renania Settentrionale-Vestfalia a cui partecipiamo. Entrambi proseguiranno fino al 2027; capofila del consorzio è la Karl Koerschulte GmbH di Lüdenscheid, con il supporto scientifico, tra gli altri, dell’Università di Scienze Applicate della Westfalia Meridionale.
SIDDA – Sustainable Intermodal Drone Delivery Airline.. Il progetto sta sviluppando una rete automatizzata di droni per consegne urgenti. Collega micro-hub fissi e mobili – piccoli punti di smistamento – con compagnie aeree automatizzate di droni. L’obiettivo è integrare i droni in modo efficiente nelle catene logistiche esistenti, anziché gestirli come soluzioni isolate. Un elemento fondamentale: i dati meteorologici vengono recuperati automaticamente e integrati nella pianificazione dei voli.
AI4Drone. Qui l’intelligenza artificiale è al centro dell’attenzione. Calcola percorsi e reti ottimali, tenendo conto del traffico, delle condizioni meteorologiche e delle priorità di consegna in tempo reale. Per i campioni di laboratorio, proprio la definizione delle priorità è particolarmente interessante: un campione urgente deve essere trasportato più rapidamente di uno di routine.
Prospettive.
Il drone non sostituirà il servizio di trasporto da un giorno all’altro. Lo integrerà però nei casi in cui il tempo è poco e il percorso è lungo. È fondamentale che la tecnologia, lo spazio aereo e i processi di laboratorio siano in sintonia, ed è proprio su questo che stiamo lavorando.
Volete saperne di più sui progetti o vi state chiedendo come i droni potrebbero integrarsi in futuro nella pianificazione dei vostri itinerari? Non esitate a contattarci.